Chi sono

Sono Ada Francia, candidata al Consiglio regionale del Lazio nella lista Liberi e Uguali con Zingaretti Presidente.

Sono nata a Terni il 7 maggio 1951. Dal 1980 per quasi 40 anni, come neurologa, ma soprattutto come medico, ho lavorato al Policlinico Umberto I di Roma e ho insegnato all’Università “Sapienza” di Roma. Nel 1990 ho fondato la SCAN ONLUS, un’associazione dedicata allo studio e alla cura dell’autoimmunità neuropsichiatrica. Ho sempre vissuto la mia professione come un impegno non solo rivolto alla salute fisica ma anche alle implicazioni sociali, strettamente connessi alle patologie croniche e disabilitanti.

Ho deciso di candidarmi PERCHÉ sono cresciuta, nella vita privata e professionale, con la convinzione che la Sanità Pubblica debba essere e restare uno dei punti fermi del nostro Paese.  Se mi guardo intorno, invece, è evidente che malgoverno e commissariamenti stanno minando la natura stessa della Sanità, che da risorsa e diritto inalienabile di tutti si sta progressivamente trasformando in privilegio per pochi.

Ho deciso di candidarmi PERCHÉ credo che il nostro sistema sanitario, oltre a essere salvaguardato, vada contestualmente potenziato attraverso strutturati programmi di formazione e ricerca. Ci raccontano che le risorse sono scarse, che i tagli indiscriminati sono necessari, che bisogna tirare la cinghia. In realtà le soluzioni sono diverse e devono puntare sulla riduzione degli sprechi e su una maggiore efficienza delle strutture. Tutto questo passa attraverso controlli e verifiche fatte con competenza e con passione, non con semplici calcoli matematici finalizzati a fare economia.

Ho deciso di candidarmi PERCHÉ l’accesso alle terapie non può essere vincolato alle esigenze economiche dello Stato. La salute è una risorsa che deve essere gestita attentamente e non un problema a cui trovare soluzione. Escludere dalla possibilità di cura i cittadini ha delle conseguenze negative non solo sui diretti interessati, ma anche sul resto della società che si trova costretta a sopportare l’inefficienza di un sistema che ha smesso di guardare al suo primario interesse: la salute di tutte e tutti

Ci sarebbero tanti altri perché, ma bastano questi per comprendere la grave malattia che ha colpito la nostra Regione. Il mio desiderio è di provare a curarla e per farlo ho bisogno del vostro aiuto, PERCHÉ sono convinta che insieme possiamo riuscirci.